domenica 20 maggio 2012

Terremoto in Emilia Romagna (Ml=5.9)

Post aggiornato il 21/5/2012 h. 11.00
 Salve a tutti, mi riapproprio un attimo del blog e scusatemi per la latitanza, ma ultimamente sono impegnato con il lavoro e ho poco tempo per mentecatti e complottisti vari (mi mantengo comunque informato).

Questa mattina alle 4.03 (2.03 UTC) un terremoto di magnitudo Ml pari a 5.9 ha colpito l'Emilia Romagna nell'area compresa tra Bologna, Modena, Ferrara e Mantova. 

Area epicentrale (Fonte: INGV)

Al momento in cui scrivo si contano 6 morti e tremila sfollati, a differenza del terremoto de L'Aquila, i soccorsi sono stati immediati, a dimostrazione che li la Protezione Civile era ben organizzata (a meno che non venga smentito nelle prosime ore).

I danni sono stati decisamente ingenti (vedi foto successive da Repubblica.it e ilpost.it):






L'evento principale (Main-shock) è stato preceduto n°2 scosse (Fore-shocks) con eventi fino alla magnitudo 4 ed attualmente è seguito da un'altro sciame "di assestamento" (After-shocks) con eventi fino a magnitudo 5.1 (evento alle 15.18 ora italiana).
Di seguito gli eventi registrati dalla rete INGV aggiornati al 21/05/2012 alle ore 08,00

Qui potete seguire gli eventi sismici

Sciame sismico (Fonte: INGV)  

Si è trattato di un terremoto di origine tettonica generato da un movimento compressivo. La profondità risulta inferiore a 10-12 Km e precisamente a 6.3Km di profondità (superficiale - tipica dei terremoti appenninici) ed il calcolo del meccanismo focale effettuato tramite dati a larga banda della Rete Sismica Nazionale e della rete MedNet dell'INGV ha evidenziato ila seguente soluzione:
Meccanismo focale (Fonte: INGV) 

Come riportato dal Prof. M. Mucciarelli, la sismicità appare correlata alla faglia ITIS07 del Data Base delle Sorgenti Sismogenetiche dell'INGV. 


Anche se la sismicità storica associata all'area epicentrale in sensu strictu era scarsa, la faglia era nota come potenzialmente in grado di dare un sisma di magnitudo 5.9. L'articolo che ne parla è scaricabile a questo link.

La Pianura Padana, in passato è stata oggetto di terremoti, anche di forte intensità. Si riporta di seguito la cartografia della sismicità registrata dall'anno 0 all'anno 2002 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 CPTI04 - Fonte INGV)

 Sismicità storica (Fonte INGV).


Come già spiegato dal collega Aldo Piombino, (dal quale riprendo questa parte) l'area risulta ubicata, da un punto di vista tettonico, in una zona di cerniera tra due placche, quella Europea e quella Adriatica il cui fronte compressivo parte dalla Lombardia e finisce nel Canale di Sicilia.

Quindi Verona e Bologna si trovano su due zolle diverse che si avvicinano più o meno costantemente, alla velocità di qualche millimetro all'anno (il movimento è comunque esiguo, per paragone l'Australia va verso nord a 8 centimetri l'anno).
Tale fronte, nella zona dell'Emilia e della Romagna è caratterizzato da una serie di pieghe sotto la Pianura Padana. Tale movimento compressivo risulta la causa del terremoto ed in particolare dovrebbe essere stato causato da una faglia di tipo “Blind Thrust” ovvero “faglie cieche”, cioè faglie che non arrivano in superficie: si formano nella zona di nucleo delle pieghe perchè quando il piegamento diventa troppo elevato alla fine la piega si rompe. Di seguito una pianta della Pianura Padana con raffigurate queste pieghe ("An inventory of river anomalies in the Po Plain, Northern Italy: evidence for active blind thrust faulting", Pierfrancesco Burrato, Francesca Ciucci e Gianluca Valensise. “Annali di Geofisica”)


 

Le faglie in genere, oltre che a generare terremoti, sono molto utili per la ricerca di petrolio e di gas, in quanto formano delle “trappole" per gli idrocarburi e possono essere una via preferenziale di risalita.
Nonostante la "normalità" del terremoto avvenuto in Emilia (data la situazione tettonica), ci sono sempre i soliti idioti che cercano complotti ed altre amenità per spigarne la causa.
In particolare, non potendo più attribuire la causa ad HARRP (cosa già abbondantemente sbufalata, se vi interessa leggetevelo), ed a causa delle perforazioni in atto nella Pianura Padana, si tira in causa il "fracking", ovvero la consuetudine di aumentare il grado di fratturazione delle rocce poco permeabili tramite l'ignezione di fluidi in pressione, al fine di aumentare e facilitare l'estrazione di petrolio, gas, ecc.

La questione se possa essere dannosa per l'ambiente o meno è dibattuta anche in sede di UE, ma certi mentecatti attribuiscono al fracking anche la capacità di generare terremoti come quello dell'Emilia.

Per cercare di farvi capire i prossimi concetti, devo necessariamente rifilarvi un po di teoria (per vostra fortuna "semplificata").

Teoria della Reazione Elastica (Elastic Rebound Theory - Reid 1910)
Come molti di voi sapranno, la terra è composta da "placche" che si muovono le une rispetto alle altre, che portano movimenti compressivi e distensivi all'interno delle placche stesse. Fondamentalmente questi movimenti comportano ad un graduale accumulo di tensioni nelle rocce.



Secondo la teoria di Reid un terremoto tettonico è il risultato di un graduale accumulo di tensioni nelle rocce che continua finchè non viene raggiunto il punto di rottura. Tale accumulo di tensione avviene lentamente e l'energia viene immagazzinata sotto forma di energia elastica nelle rocce.
Reid formulò tale teoria, dopo il terremoto di San Francisco del 1906, sulla base delle triangolazioni geodetiche effettuate tra il 1850 ed il 1907 che evidenziavano che alcuni capisaldi ubicati su entrambi i lati della faglia S. Andreas avevano subito degli spostamenti:


Siccome le rocce non hanno un comportamento elastico (ovvero non tornano nella posizione iniziale dopo la deformazione subita) ma diciamo elasto-plastico, ovvero si ha:
  1. una prima fase di accumulo di energia a cui corrisponde un deformazione della roccia. Talvota si possono avere dei piccoli rilasci di energia tramite piccoli terremoti (Fore-Shocks).
  2. una seconda fase di "rottura" ovvero il rilascio di energia immediata con il terremoto che corrisponde al Main Shock (con relativo movimento o formazione di una faglia).
  3. Dopo il Main Shock si ha una fase ancora attiva nel rilascio dell'energia chiamata Elastic Afterworking che corrisponde all'avvento degli Aftershocks (erroneamente chiamate dalla stampa "scosse di assestamento")
 Di seguito una figura esplicativa:



In genere, tradotto in soldoni per i profani della materia, meno è fratturata un'area, più energia può essere accumulata dalle rocce. Quindi in base alla sequenza sismica registrata possiamo avere idea sul grado di fratturazione presente nell'area della faglia sismogenetica:
1) Un evento isolato con sequenza di Aftershoks, è tipico di zone poco fratturate


2) la presenza sia di Foreshocks che di Aftershocks con notevole estensione temporale è indice di area tettonizzata




3) nel caso in cui non possiamo riconoscere un evento principale, ma tutte le scosse si susseguono simile ed in maniera uniforme, si parla di Sciame sismico (Earthquakes Swarm) ed è tipico di aree estremamente fratturate nelle quali non è possibile l'accumulo di forti tensioni.


Il rilascio principale di energia si manifesta quindi con il movimento di una faglia, secondo un meccanismo a "doppia coppia", che spiega la disposizione degli sforzi compressivi e distensivi nello spazio attorno all'area epicentrale (radiation pattern) e attraverso i quali possono essere ricavate le informazioni sul tipo di faglia e sul movimento che li ha generati.




La magnitudo è proporzionale alla dislocazione tra le due superfici della faglia e alle dimensioni della faglia stessa. Il loro contenuto spettrale in genere, è abbastanza eterogeneo. A brevi distanze dall'Ipocentro <20 Km può variare tra i 10-20 Hz, con la fase di onde P predominante.

Esistono anche altri tipi di sismi, i cosidetti "terremoti idraulici" caratteristici dei campi geotermici. I terremoti idraulici, non coinvolgono movimenti di masse rocciose, le une rispetto alle altre, ma sono causate da variazioni di pressione dei fluidi nei pori dei sedimenti oppure all'interno di fratture (Maharer e Mauk, 1987; Chouet, 1996; Feng e Lees, 1998; Segall e Fitzgerald, 1998; Sasaki, 1998). Questa variazione può essere causata dallo scambio di calore tra la sorgente magmatica (nel caso di un vulcano) ed il sovrastante acquifero che quindi diventa un sistema bifasico (liquido-vapore). In questo caso, quindi, la sorgente sismica è più complessa; la parte liquida, gassosa e solida sono dinamicamente accoppiate e il movimento elastico del terreno risultante è la conseguenza del flusso del fluido bifase attraverso le fratture della roccia contenente l'acquifero, oppure di un cambiamento delle caratteristiche del serbatoio come ad esempio la variazione della percentuale di vapore rispetto al liquido (Chouet, 1996). Il meccanismo focale, generalmente, non sembra essere del tipo "doppia coppia'' e il "radiation pattern" mostra prevalentemente un campo compressivo che suggerisce una sorgente con una rilevante componente volumetrica (Console e Rosini, 1998; Feng e Lees, 1998). Da un punto di vista spettrale, presentano un debole primo impulso con frequenze fino a 15 Hz, seguiti da una coda, abbastanza monocromatica (in media tra 1-2 Hz) e lunga diversi secondi,di onde superficiali. La magnitudo è in genere compresa tra -2 e 3.
Nel campo geotermico di Piancastagnaio (SI) si è osservato (Della Schiava et al., 2000) che gli eventi sismici "locali" erano concentrati nell'area di reiniezione, ovvero nell'area ove sono presenti i vecchi pozzi estrattivi (prof. 900m circa - vado a memoria) adesso non più produttivi che vengono utilizzati per reiniettare in pressione il vapore ricondensato in quanto non può essere emesso completamente in atmosfera.
Tali eventi avevano le seguenti caratteristiche: 
  1. avevano una durata da 5 a 60s,
  2. mostrano nei primi 2-3sec una fase con piccola ampiezza ed un contenuto spettrale ad alta frequenza (10-13 Hz), seguita poi da un'altra fase con ampiezza maggiore ed un contenuto spettrale discendente (da 6 a 1 Hz).
  3. La magnitudo calcolata è in genere molto bassa; compresa tra -3 e 1,
    contrariamente a quanto accade in genere per gli eventi tettonici, non mostrano chiare fasi P ed S dell'onda sismica. 

Le caratteristiche del campo d'onda sismico viste sopra hanno evidenziato che i terremoti registrati potevano essere stati prodotti da fratturazione idraulica, connessa probabilmente a variazioni di pressione dei fluidi all'interno di fratture (fluid filled crack), le quali per compensare l'eccesso di pressione si dilatano in maniera non uniforme (Aki et al. 1977, Chouet, 1981, Chouet and Julian, 1985).
Questi segnali sono generalmente caratterizzati da una predominante fase a bassa frequenza (1-6 Hz), preceduta da una fase emergente a frequenza piu' alta (circa 15 Hz).
Tale campo d'onda sismico è prevalentemente composto da onde superficiali a bassa frequenza, tipico del terremoti per fratturazione idraulica in cui le proprietà di risonanza della frattura sono preponderanti rispetto al meccanismo di fratturazione. Contrariamente a quanto accade per i terremoti tettonici, la radiazione delle onde P ed S risulta essere al di fuori del campo ad alta frequenza e competente con quello a bassa frequenza (Aki et al. 1977, Chouet, 1981). 
Tali forme d'onda sono in netto contrasto con le caratteristiche del campo d'onda sismico generato da processi tettonici per dislocazione di piani di faglia.
In caso di terremoto tettonico la forma d'onda e' caratterizzata da un contenuto spettrale decisamente differente dal precedente, con arrivi impulsivi di onde P ed S.
 

I terremoti tettonici provenienti da grande distanza (telesismì) sono caratterizzati da un campo d'onda di lunga durata (decisamente >50 s), bassa frequenza (1-3 Hz) e fase emergente.
Sostanzialmente il fracking genera i tipici segnali sismici registrati nei campi geotermici sin dagli anni '70 con magnitudo massima di circa 3.
In particolare la pratica di reiniettare fluidi in pressione nei campi getotermici tende a far aumentare la fratturazione delle rocce ed impedisce l'accumulo di grosse quantità di energia. In tal modo le rocce non rilasciano energia tramite terremoti a magnitudo elevata ma  attivano sciami sismici a bassa magnitudo (ad es. si veda questo recente articolo su di un esempio negli USA per la reignezione delle acque reflue).

Da considerare inoltre che (sempre grazie a Marco mucciarelli)
1) non ci sono operazioni di fracking attive in Italia 
2) nella zona è certo che non ci siano operazioni di fracking dato che ci sono comitati di cittadini che si battono contro la realizzazione di un impianto di stoccaggio gas.
Nonostante infatti la faglia fosse stata individuata dall'INGV oltre 10 anni fa (e nella comunità scientifica c'è chi ancora non ci crede), esiste un progetto per lo stoccaggio sotterraneo di gas al quale la Regione Emilia Romagna aveva ribadito la sua contrarietà con una delibera di pochi giorni fa. Si spera che ora non ci siano più dubbi sulla attività dell'anticlinale della bassa modenese e della possibilità di avere liquefazioni del suolo (un problema per le condotte a pressione che si volevano installare).
E' anche auspicabile che questo terremoto porti ad un ripensamento circa le proposte di stoccaggio gas coincidenti con altre anticlinali sismicamente attive come Soncino nel cremonese e Monte Netto nel bresciano.

Tutto questo per dire che:
1) Un ipotetico fracking, non presente in Italia, avrebbe dato dei segnali dello stesso tipo di quelli registrati nei campi geotermici con meccanismo tipo fluid filled crack e quindi MICROTREMORI
2) il terremoto avvenuto questa notte in Emilia è tettonico, compatibile con la situazione generale dell'area, naturale e non mostra minimamente le caratteristiche tipiche dei terremoti idraulici (con meccanismo tipo "fluid filled crack")
3) un eventuale incremento della fratturazione dovuto al fracking, avrebbe impedito un accumulo di energia che si sarebbe dissipata con una serie di scosse a più bassa intensità (sciame sismico)
4) tali complotti esistono solo nelle menti bacate di poveretti che non sanno come fare per accaparrarsi due euri "messi male"

Come dico sempre...... prima di credere INFORMATEVI! Non fatevi abbindolare da individui, non competenti in materia, che mirano solo a fregarvi e a spillarvi denaro!!

Bibliografia
  • Aki, K., Fehler, M. & Das, S. (1977): Source mechanism of volcanic tremor: Fluid-driven crack models and their application to the 1963 Kilauea eruption. J. Volcanol. Geotherm, Res., 2, 259-287.
  • Chouet, B. A. (1981): Ground motion in the near fied of a fluid-driven crack and its interpretatìon in the study of shallow volcanic tremor. J. Geophys. Res., 86, B7, 59856016.
  •  Chouet, B. A. & Julian B. R. (1981): Dynamics of an expanding fluid-fìlled crack. J. Geophys. Res., 90, B13, 11187-11198.
  •  Chouet, B. A. (1996): Long period volcano seismicity: its source and use in eruptìon forecasting. Nature, 380, 309-316.
  •  Console, R., Rosinì, R. (1998): Non-double-couple microcarthquakes in the geothermal field of Larderello, central Italy, Tectonophysisics, 289,203-220.
  •  Della Schiava M., Ripepe M., Borgia A. (2000): Indagine sismica dell'area di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Relazione sull'installazione di una rete sismica locale. EDRA - Borsa di Studio
  •  Fabriol, H. & Beauce A. (1997): Temporal and spatial distribution oflocal seismicity in the Chipilapa-Ahuachapan geothermal area,El Salvador, Geothermìcs, 26, 5/6, 681-699.
  • Fehler, M., House, L., Phillips, S. W., Potter R. (1998): A method to allow temporal variation of velocìty in travel-time tomography using mìcroearthquakes ìnduced during hydraulic fracturing. Tectonophysisics, 289, 189~201.
  • Peng, Q. & Lees, J. M. (1998): Microseismicìty, stress and fracture in the Coso geothermal field, California. Tectonophysisics, 289, 221-238.
  • Hunt, T. M. & Latter J.H. (1982): A survey of seìsmìc activity near Wairakei geothermal field, New Zeland.J. VolcanoI. Geotherm. Res., 14, 319~334.
  • Mahrer, K. D. & Mauk, F. J. (1987): Seismic wave motìon for a new model of hydraulìc racture with an induced low-velocity zone. J. Geophys. Res., 92, 9293-9309.
  • Phillips, S. W., Fairbanks, T. D., Rutledge, J. T., Anderson, D. W. (1998): Induced microearthquake patterns and oil-production fracture systems in the Austin chalk. Tectonophysisics, 289, 153-169.
  • Sasaki, S. (1998): Characterìstìcs of microseismic events indueed during hydraulie fracturing experiments at the Hijiori hot dry rock geothermal energy sìte, Yamagata, Japan. Tectonophysisics,289,171-188.
  •  Segall, P. & Fìtzgerald, S. D. (1998): A note on induced stress changes in hydrocarbon and geothermal reservoirs. Tectonophysisìcs, 289, 117-128.
  •  Tosha, T., Sugihara, M. and Nishì, Y. (1998): Revised hypocenter solutions far
    microearthquakes in the Kakkonda geothermal field, Japan. Geothermics, 27, 5/6, 553571.
  •  Ward, P. L. (1972): Microearthquakes: Prospecting tool and possible hazard in the development of geothermal resources. Geothermics, 1, 1,3-12.
  •  Whiteford, P. C. (1970): Ground movement in the Waiotapu geothermal region, New Zeland. Geothermics, 2, 1,478-486.

Ciao a tutti

32 commenti:

  1. Ciao Fioba bellissimo post complimenti grazie.
    Come sai sono di Modena e questa notte il risveglio è stato tutt' altro che piacevole per fortuna a parte la paura nessun danno anche se purtroppo non posso dire la stessa cosa della ex casa di mia zia a Mirandola dove il tetto è crollato e le vistose crepe nei muri non permettono certo l'agibilità. I danni tra mirandola e Ferrara sono molti, molte le case lesionate, purtroppo come è stato per l'Aquila molti monumenti sono compromessi ed irrimediabilmente rovinati. Lo sciame sismico è ben avvertibile, la costante presenza di scosse sismiche è stressante sia fisicamente che psicologicamente, non ho mai vissuto un evento simile in vita mia.
    Le ampia vie di accesso e la viabilità capillare hanno permesso un rapido intervento della protezione civile e dei soccorso che hanno fatto un ottimo lavoro, certo la situazione non è come quella dell' Aquila ma il loro lavoro è tutt' ora preziosissimo ed essenziale.

    RispondiElimina
  2. Bell'articolo come sempre, grazie!

    RispondiElimina
  3. Bell'articolo.
    Pero' il passato insegna e non dimentichiamolo:
    http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2011/10/vajont-per-non-dimenticare.html (altro bell'articolo)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, e comunque sono sempre pronto ad essere smentito (chiaramente con dati alla mano)

      Massimo

      Elimina
  4. Articolo molto esaustivo.Mi trovo d'accordo con te su tutto.
    Solo per quanto riguarda la parte dell'inquinamento e l'eventuale contaminazione delle falde acquifere sia di gas metano e di tutte le sostanze chimiche impiegate per la tecnica del fraking ho qualche dubbio.
    Mi avevano segnalato a questo proposito un film documentario al riguardo si chiama Gasland,purtroppo non l'ho ancora visionato.
    Certo che se fai la doccia al buio perche' hai paura di accendere la luce per paura di saltare in aria non deve essere una bella sensazione.
    Senza contare il rischio di contaminazione del suolo.
    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Jojope, dipende a che profondità fai lo stoccaggio, in genere i pozzi acquedottistici possono arrivare a centinaia di metri, i pozzi di estrazione a migliaia di metri....... In questo caso le misure contano. Comunque nel Post cito la problemaica illustrata dal Prof. Marco Mucciarelli

      Elimina
  5. il sisma ha modificato il livello delle falde acquifere, ci sono lunghe crepe nei terreni agricoli e nelle strade, alcune hanno letteralmente tagliato in due alcuni paesi e dalle fratture è stato spinto in superficie con enorme violenza un fiume di fango e sabbia che ha inondato tutto, anche le strade sono piene di gobbe, non avevo mai visto in prima persona una cosa simile!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Claudio, in realtà il sisma non ha modificato il livello delle falda, ma quello che hai visto è un effetto di sito ben noto ai geologi ed ai geotecnici che si chiama "liquefazione dei terreni". Tale fenomeno accade in terreni prevalentemente sabbiosi nei quali la sovrappressione della falda che si viene a verificare con un sisma fa si che l'acqua entra tra granulo e granulo dei sedimenti annullando completamente o quasi la capacità portante del terreno.

      Elimina
  6. articolo molto interessante
    ciao

    RispondiElimina
  7. bel riassunto, complimenti, aggiungerei l'effetto valle (anche se larga) con fenomeni di cattura delle onde elastiche (studi svizzeri) e le fenomenologie di liquefazione (ancora da ben verificare) che si sono evidenziate.
    Michele Conti

    RispondiElimina
  8. Grazie Fioba
    Molto istruttivo anche per quelli come me.
    Tore

    RispondiElimina
  9. grande fioba!
    mentre leggevo mi sembrava fossi qui tu a spiegarmi tutto :-)
    un abbraccio, e spero a presto!

    fede (carrara)

    RispondiElimina
  10. Per tutti, ho corretto il link alla fine

    RispondiElimina
  11. Questo video si basa sulle teorie del servizio geologico degli US...insomma non un club...interessante al minuto 35 ove spiega come la tecnica del fracking
    possa generare anche terremoti di forte intensità.
    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vb-BNDx2iIQ
    Finale Emilia è all'interno di una concessione mineraria, attiva con con 8 pozzi (petrolio e gas) da circa 9 anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il link, appena ho tempo lo inserisco nel testo.
      Dunque innanzitutto non è una teoria dello USGS, ma è LA teoria.
      Poi non dice che il fracking può generare terremoti, ma parla di "triggered" ovvero nel caso in questione, potrebbe accelerare il processo di rilascio di energia di una faglia attiva (e per questo non si dovrebbero fare reignezioni in aree sismicamente attive) e quindi sotto stress tettonico. Come si dice..... son due cose diverse
      Poi che centrano le concesioni attive di estrazione con il fracking........ in italia non si fa (è una perforazione ed una immissione di fluidi in profondità e viene approvata dal ministero) ne tantomeno in emilia dato che le formazioni ricciose al di sotto della pianura padana sono già abbondantemente fratturate.
      Evitiamo di

      Elimina
    2. ..."Poi che centrano le concesioni attive di estrazione con il fracking........ in italia non si fa"...una cosa è asserire che non si fa un'altra appurare che non sia stata fatto e qui non è mai stato verificato ed abbiamo dei dubbi in merito fino a prova contraria.
      Ti ricordo che per l'immissione di fluidi - coperta da segreto industriale - non è dato a sapere cosa effettivamente sia stato fatto non a caso vengono usati anche traccianti radioattivi.
      Evitiamo di pontificare dal trespolo del didattico, la realtà e ben diversa dalla teoria e Monti ne è un esempio, ma impegnamoci a verificare cosa sia veramente accaduto come stiamo cercando di fare noi.
      Il dubbio è sinonimo di intelligenza che in ogni caso nessuna arte potrà mai darti.

      Elimina
    3. matica..... probabilmente non sai di cosa stai parlando.....
      Ti svelerò alcuni segreti (di pulcinella):
      1) Il fracking è una pratica che si usa in formazioni argillose per migliorare la permeabilità tramite iniezione di fluidi in pressione mescolati a sabbia o a sferettine di ceramica di dimensioni variabili a seconda della porosità e quindi della permeabilità che si vuole ottenere. In Emila non serve in quanto le formazioni rocciose entro il quale rimane intrappolato il gas sono già fratturate e sufficientemente permeabili. Mi dici dove hai letto che in Emilia è stato autorizzato il Fracking? Ma poi hai idea di quanto tempo ci vuole e quanto costa perforare un pozzo?
      Il costo di una perforazione petrolifiera o per gas si aggira tra i 15000 $/giorno (perforazione su terra ferma), mentre nell'intorno dei 150000 300000$/giorno (perforazioni off-shore, in ambiente marino compreso il noleggio della piattaforma). E per te si poossono spendere tutti questi soldi per una cosa "inutile"? Considerando che una perforazione dura almeno un anno i costi, su terraferma si aggirano attorno ai 5,5 milioni di dollari..... una compagnia può buttare tutto questo denaro??

      2) i fluidi (in genere bentonitici, a volte appesantiti con barite, oppure addizionati con polimeri) vengono utilizzati spesso in perforazioni di tutti i tipi (tranne quelle ambientali) ed hanno la funzione sia di sostenere le pareti del foro che di portare in superficie. Non accade un terremoto quando perfori, neanche a grande profondità.

      3) I traccianti radioattivi (chiaramente a bassissima attività e non dannosi) oltre che in geologia, in idrogeologia (anche in campo ambientale) vengono utilizzati in molti altri ambiti.... anche medici non è un segreto!

      Come vedi non "pontifico sul trespolo didattico" ma mi attengo a dati di fatto! Poi te puoi credere a qualsiasi bufala ti propineranno, sta a te discernere la realtà.

      Elimina
    4. Spero che tu conosca Maria Rita D'Orsogna, diversamente cercala tra le verità di Arlecchino.
      Interessante la parte relativa ai pozzi di reiniezione utilizzati per il pompaggio dei materiali di risulta con le problematiche verificatesi, come per esempio a Blackpool oppure delle vasche a cielo aperto in Usa.
      Per le radiazioni a bassa intensità si intendono tali quando dette sostanze non sono concentrate in un unico punto in qual caso sarebbero alte.
      Gli stessi medici e pazienti, in particolare i primi sono esposti a valori bassi, ma in virtù dei prolungati tempi di esposizione adottano le stesse protezioni di coloro che ne sono esposti a valori più elevati.
      Quindi essere esposti a valori bassi ma protratti nel tempo equivale a una esposizione alta per un tempo decisamente più breve.
      Non a caso Paracelso asseriva che : tutto è veleno, dipende solo dalla quantità.
      Ora dipende solo da te se cercare la bufala oppure ostinarsi a creare la bufala.
      Buon viaggio.

      Elimina
    5. questo è il link:
      http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/il-terremoto-in-emilia.html

      Elimina
    6. A questo punto penso che non ci sia peggior sordo che non vuol sentire. Stai facendo confusione tra perforazione tradizionale e fracking.
      La dorsogna e' un fisico che e' contraria all'uso del petrolio e non ha nessuna esperienza ne di perforazioni ne di sismica-tettonica.....
      Credi in quello che vuoi, io nel mio piccolo ti ho dato delle informazioni di base che possono aiutare a discernere la realta' dalla bufala.

      Elimina
  12. Questo articolo è molto interessante,a tratti anche un pò complesso ma assolutamente esaustivo.
    Quando spiegavano geologia al liceo (parliamo del lontano '84) ci parlavano delle placche tettoniche e già all'epoca mi ricordo che dicevano che era pressochè impossibile prevedere un terremoto perchè il sottosuolo roccioso del pianeta è in continua evoluzione. Anche i deserti sono frutto di eventi geologici passati,i laghi idem, le tempeste solari potrebbero portare delle variazioni climatiche, di magnetismo e di rotazione terrestre. Un tempo nessuno poteva raccontarle queste cose, adesso che sappiamo dare spiegazioni scientifiche ci lasciamo infatuare dalle credenze. Tutto il pianeta è a rischio terremoto. Pensiamo piuttosto a costruire edifici "elastici" come i giapponesi! Simonero

    RispondiElimina
  13. Nell'ambito del risparmio energetico degli edifici alcuni stanno scegliendo la geotermia come fonte di riscaldamento/raffrescamento. Normalmente le sonde geotermiche chiuse sono profonde 100/120 metri. In caso di terremoto tali sonde possono subire danni?
    Cosa ne pensi dell'adozione nelle nuove costruzioni di isolatori elastometrici?
    Grazie
    As

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dipende da che strati attraversano ma in genere no. Tutta via in questo caso sembra che le condotte di scarico e la rete fognaria ha subito danni da verificare, la differenza è che il loro sviluppo è orizzontale anzichè verticale e puntuale

      Elimina
  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  15. ciao Fioba, sono un geologo che ha fatto in parte il tuo stesso percorso, dato che mi sono laureato a Firenze nell'86 con una tesi in Vulcanologia e poi sono finito ad occuparmi di bonifiche ambientali. Una differenza peró é che io ora vivo in Irlanda. Da queste parti l'estrazione di metano via fracking é una pratica proposta da un paio di ditte, e c'é un forte movimento di base in opposizione. Ci manca peró la conoscenza geofisica. Saresti disposto ad essere interpellato in merito?

    RispondiElimina
  16. mi sorprende che non ci sia nemmeno un commento di chi invece sostiene che il fracking sia correlato al verificarsi dei terremoti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giuro che non ho eliminato nessun commento.....

      Elimina
  17. Domanda: un sisma a 6-10 km di profondità è approssimabile ad un'onda sismica piana (forse onde di rayleight) che investe le strutture lungo una direzione?

    oppure i costruttori devono considerare effetti diferenziali dovuti al fatto che, data l'esigua distanza fra ipocentro e l'epicentro, le strutture vengono investite da onde primarie e secondarie (P e S) che possono generare oscillazioni difformi a brevi distanze? L'esempio tipico è quello della goccia su uno specchi d'acqua. L'onda creata e pochi centimetri è circolare ed una superficie piana viena viene investita progressivamente, mentre se la superficie piana è distante dal punto di caduta l'onda che sopraggiunge è quasi piana.

    Lo chiedo perchè la normativa sismica approssima l'onda ad un continuo, come fosse un'onda piana, che investe tutta la struttura in modo eguale. Quindi considerando due direzioni principali di azione sismica, lega con la CQC i risultati per simulare un terremoto proveniente da una qualsiasi direzione del piano.
    Ora se invece l'onda che investe le strutture non fosse approssimabile come piana, per strutture di notevoli dimensioni spaziali come i capannoni il differenziale del fronte d'onda potrebbe generare un aumento di sollecitazioni nelle strutture portanti.

    grazie per la risposta

    RispondiElimina
  18. I miei più vivi complimenti! Detto da un (ex) geologo con la tettonica nel cuore ;-)
    Con buona pace di Galilei, Newton, Darwin ed Einstein la scienza è una ed ufficiale, non esiste una scienza non ufficiale così come non esisteva la scienza sovietica!

    RispondiElimina
  19. Jedan hai colto nel segno, complimenti alle interessanti spiegazioni del Fioba
    Luca, biologo

    RispondiElimina
  20. Ciao, escludendo il fracking, cheopinione hai su quel che dice la D'Orsogna sul pericolo delle perforazioni tradizionali (aldilà dell'inquinamento) in un paese come il nostro, dove generalmente le mazzette hanno moltissima importanza sulle decisioni del politico di turno? Il gioco vale la candela?
    Grazie, e complimenti per il blog

    RispondiElimina
  21. Mi piacerebbe che lei confermasse ancora quello che ha scritto il 20/05/2012 perché ultimamente sono uscite verità e cose inaspettate,sicuramente la verità non si saprà mai è da allora che siamo in pentola....i movimenti minimi ci sono,e come....

    RispondiElimina

I commenti a questo blog, salvo offese e casi di eccezionale gravità che incapperebbero nel codice penale (e di cui chi scrive si assumerà la responsabilità), sono liberi, senza censura ed a pubblicazione immediata per i post con meno di 14 giorni.

Come previsto dalla piattaforma Blogger, possono essere utilizzati i seguenti tag HTML con la seguente sintassi:

1) <a href="LINK">PAROLA O FRASE LINKATA </a> (per la creazione di link)
2) <b>PAROLA O FRASE IN GRASSETTO</b> (per la creazione di testo in grassetto)
3) <i>PAROLA O FRASE IN CORSIVO</i> (per la creazione di testo in corsivo)

Grazie per la vostra partecipazione.

Related Posts with Thumbnails

Etichette

Debunkers e Blog tematici