venerdì 30 ottobre 2009

Scajola dice "stronzo" ad un operaio

Vado un attimo in OT. Rilancio un articolo dell'Unità on line del 29 ottobre 2009 (scritto da Massimiliano Amato) che mi ha lasciato molto perplesso ed indignato.

L'ultima del ministro Scajola, dice "stronzo" ad un operaio
di Massimiliano Amato


Se il povero Marco Biagi era un «rompicoglioni», i lavoratori sono degli «stronzi». Parola di ministro. Ormai si può affermarlo con un certo (elevato) coefficiente di certezza: Claudio Scajola, titolare del dicastero alle Attività Produttive, non è di quelli che contano fino a dieci prima di aprire la bocca. Assumesse questa sana abitudine eviterebbe certe cadute di stile che si trasformano spesso in chissà quanto inconsapevoli gaffe. L’ultima sortita del ministro ha lasciato basiti il suo stesso staff, qualche collega di partito che non è riuscito a mascherare il forte imbarazzo, un gruppo di imprenditori napoletani che lo accompagnava in una sorta di visita pastorale ai capannoni Atitech, azienda di manutenzioni aeronautiche al centro nelle ultime settimane di un tentativo di salvataggio.

Il confronto
All’ingresso dello stabilimento di Capodichino, il ministro è stato affrontato da un operaio, Paolo Esposito, che gli ha esternato le proprie preoccupazioni: «Altro che piano per salvarci – ha esclamato – ci hanno tolto la mensa e di colpo siamo tornati indietro di 40 anni. Ma tanto sappiamo già come finisce: che voi politici vi arricchite e gli imprenditori pure». La legittima protesta, insomma, di un lavoratore esasperato per il lungo tira e molla sul piano di salvataggio di Atitech, conclusosi due settimane fa con un accordo che lascia parecchio amaro in bocca alle maestranze. Scajola, rosso in viso, si è avvicinato ad Esposito e gli ha urlato: «Perché generalizza? È come se io dicessi che tutti i lavoratori sono stronzi come lei, però non lo dico». Quindi, convinto di aver sistemato la faccenda, è entrato nel capannone per illustrare i termini dell’accordo, in compagnia del presidente degli industriali di Napoli e nuovo numero uno di Atitech, Gianni Lettieri, scuro in volto per l’intemerata del ministro, che fa il paio con la terribile freddura pronunciata su Marco Biagi appena tre mesi dopo l’uccisione del giuslavorista da parte delle Br.

Senza parole
Esposito è rimasto senza parole. Al suo posto ha replicato la Cgil Campania, per bocca del suo segretario, Michele Gravano: «Per le responsabilità che contraddistinguono il ruolo del ministro sono necessari nervi saldi e una grande capacità di ascolto delle istanze di tutti, in particolare dei lavoratori». Gli insulti di Scajola, inoltre, non hanno certo contribuito a rasserenare il clima all’interno di Atitech. Il piano di salvataggio, che prevede un massiccio ricorso alla Cig per gran parte dei 600 addetti, ha già comportato, per i lavoratori recuperati, un taglio allo stipendio del 10% e un aumento delle ore di lavoro settimanali. Per non parlare dell’indotto (140 addetti), completamente azzerato, con i lavoratori lasciati per strada senza ammortizzatori sociali.

Domanda: Ma non eravamo una Repubblica fondata sul lavoro??????'

Art. 1 della Costituzione Italiana
L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro

La sensibilità di questo individuo (considerando il lauto stipendio che riceve tutti i mesi anche grazie alle nostre tasse ed a quelle del cittadino che ha appellato cone "stronzo") nei confronti dei lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese mi fa capire il suo interesse nella "res publica"
Speriamo che lo rimuovano presto, un uomo delle istituzioni che appella un cittadino in talo modo è indegno di essere un Ministro della Repubblica Italiana.

Saluti

Fioba

mercoledì 14 ottobre 2009

Casa Strakanò

In questo momento sono molto impegnato con il lavoro e non sono molto presente sul Blog, ma non posso non proporre, come Peyote e Juleps, la nuova "Crasso Production".... Se la gioca con "tankerenemy is burning" (qui a lato).
In casa si ride ancora......... eh eh eh
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Clicca QUI per accedere alla pagina Youtube dove poter votare e commentare il video!

Saluti a tutti e a presto

Fioba

mercoledì 19 agosto 2009

L'umidità relativa, Appleman...... questi sconosciuti. Parte 3

Venerdì 14 agosto, nel primo pomeriggio sono andato sotto Roma e durante tutto il tragitto non ho visto nessuna scia di condensa. Mi sono ripromesso di verificare le condizioni in quota ed è quello che poi ho fatto.
Chiaramente ho utilizzato lo stesso sistema del mio post precedente (ex Cieliazzurri - Marcovi), ovvero
  1. è stato utilizzato il metodo di Appleman '53 come modificato da Schrader '96 per adeguare il modello previsionale con i motori di nuova generazione
  2. per i valori di pressione, temperatura e umidità relativa sono stati utilizzati i dati della radiosonda di Pratica di mare
  3. per il valore del Contrail Factor è stato utilizzato CF=0.039 (High Bypass jet engines) caratteristico degli aerei con motori di ultima generazione
  4. sono stati utilizzati i dati tal quale e siccome la sonda alle 12Z tende a sottostimare di l'umidità relativa di circa il 10%, per cui è stato considerato, per tale parametro, un 10% in più .

Da questi dati il 14 agosto erano presenti le potenziali condizioni per la formazione di scie di condensa, infatti la curva Pressione/temperatura entra nell'area Maybe Contrails (probabilità di formazione delle scie di condensa - inizia la dipendenza dall'umidità relativa) sin dai 290 hPa, anche se l'umidità relativa, dai dati della radiosonda è nettamente inferiore rispetto alle curve di Appleman.

E' stato poi utilizzato il software di Marcovi di cui di seguito si riporta l'output per la quota corrispondente a 200 hPa:


Dal calcolo del programma si evince che il 14 Agosto, nel pomeriggio, nell'area intorno a Pratica di Mare, non vi erano in quota le condizioni per la formazione delle scie di condensa.
In questo caso quindi i dati hanno confermato quanto osservato.

Poi lo psicofisico Penna, lascia un commento qui sul sito dello psicoricercatore indipendente Rosario Marcianò, dove dimostra ancora una volta (se ancora ce ne fosse bisogno) la malafede dei due individui correlati a TE:


Chiaramente per confutare una teoria, lo psicofisico non porta una foto, una misura, niente solo la sua parola (attraverso la dizione "le leggi della fisica") per la quale è tutto dire.

Siccome, a differenza di altri, io cerco sempre di verificare un osservazione che per più motivi potrebbe essere fallace (visione bidimensionale di realtà tridimensionale oltretutto a grande distanza), aiutiamo lo psicofisico: verifichiamo se il 17 agosto sulla Lombardia ci potevano essere le condizioni per la formazione in quota delle scie di condensa. Come sopra è stato utilizzato il metodo di Appleman '53 come modificato da Schrader '96 ed inoltre:
  1. per i valori di pressione, temperatura e umidità relativa sono stati utilizzati i dati della radiosonda di Linate. Per i valori a quote "non presenti" (240 hPA), per la temperatura è stata fatta una interpolazione lineare tra il valore superiore e quello inferiore rilevato dalla sonda mentre pre il valore di umidità relativa è stata utilizzata la media dei due valori
  2. per il valore del Contrail Factor è stato utilizzato CF=0.039 (High Bypass jet engines) caratteristico degli aerei con motori di ultima generazione
  3. sono stati utilizzati i dati tal quale per temperatura e pressione mentre per l'umidità relativa, siccome la sonda alle 12Z tende a sottostimare il valore di circa il 10%, è stato considerato, per tale parametro, un 10% in più
Di seguito il diagramma di Appleman per il 17/08/2009 alle ore 12Z per Linate:


Da una prima valutazione sembrerebbe che ci fossero state le potenziali condizioni per la formazione di scie di condensa, da circa 250 hPa, dove inizia la dipendenza dall'umidità relativa.
Per la verifica dobbiamo riutilizzare il software di Marcovi di cui di seguito si riporta l'output:


Si riporta inoltre di seguito, per completezza dell'informazione un riassunto dei dati utilizzati con i risultati ottenuti:

Come si può vedere, dal calcolo nell'area di Milano, il 17 Agosto (una delle gionate più calde...... come dice lo psicofisico), c'erano le condizioni per la formazione di scie di condensa non persistenti almeno dalla quota di 11000m (240 hPa). Tali quote sono compatibili con le quote di crociera degli aerei.
Si ricorda inoltre al lettore che la sublimazione, specialmente alle basse temperature, non è un processo istantaneo, quindi la scia può durare tranquillamente qualche minuto (si rimanda qui e qui per la trattazione più specifica).

Tale semplice calcolo dimostra la completa malafede di tale personaggio (mente sapendo di mentire) che si trincera dietro le "leggi della fisica" che, nonostante la laurea in fisica, evidenzia di non conoscere. Ricordo infatti al lettore che lo psicofisico Corrado Penna afferma:

1) che la teoria di Appleman non è applicabile ai motori di nuova generazione, ignorando che tale studio
  • si basa sulla fisica del vapore acqueo che non mi sembra sia cambiata negli ultimi 50 anni
  • è stato ampliato da Schrader nel 1996 e da schumann nel 2000 per l'applicabilità ai motori di nuova generazione tramite la variazione del Contrail Factor
2) che un motore di nuova generazione, essendo più efficiente con temperature in camera di combustione piu alte, ha una temperatura dei gas in uscita più alta, ignorando una delle basi della fisica che è il secondo principio della temodinamica, secondo il quale con una migliore efficienza del motore la temperatura in uscita dal sistema è più bassa. Con tale affermazione dimostra tutta la sua ignoranza e sopratutto di non conoscere le definizioni di energia, lavoro, nonché le leggi della termodinamica.

Risponde e gli da manforte psicoricercatore indipendente Rosario Marcianò (Straker in rete)

In primis, non sono io a dirlo ma sono le leggi della fisica (cosa che, date le sue affermazioni, anche lo psicoricercatore ignora).

Per dovere di cronaca, Straker non solo non ha competenze in fisica, ma non ne ha in meteorologia, in aviazione, in geologia, e neanche in matematica, ma si diletta a scrivere su tali argomenti per infinocchiare ed impapocchiare la gente come una novella Wanna Marchi de noaltri.


Prova di ciò è la sua (assieme agli altri gonzi afferenti a TE) metodologia di "confutazione",

1) fatta di offese, denigrazioni o di affermazioni tipo "mente", liste di proscrizione alla nazi-fascista maniera, senza portare mai un dato o una misura o qualcosa che possa assomigliare anche lontanamente ad una teoria, l'unica cosa che sa fare (vedi anche il post di Nico) è prendere un filmato e metterci sopra qualche stronzata (ad esempio La Gaia Scienza).



2) con la trattazione argomenti a lui ignoti, copia-incollati da qualche articolo in inglese (lingua anche questa a lui ignota visto che utilizza google per tradurre o traduce geometra con "geometer"), tipo il funzionamento di un turbofan, del quale non ha capito niente, ed è stato sbufalato da Orsovolante (un pilota vero)
3) negando ogni tipologia di confronto e contrddittorio con la comunità scientifica (forse a paura di fare figure di merda) e lanciando sfide dalle quali poi, quando vengono accettate, svicola come una viscida anguilla.... insomma un vero vigliacco (vedi anche qui).

Per concludere, se ce ne fosse bisogno, questa è una ulteriore prova
  1. che non esistono prove della presenza di anomalie nelle scie di condensa deglia aerei
  2. della malafede e dell'incompetenza dello psicofisico Corrado Penna e dello psicoricercatore indipendente Rosario Marcianò,

Insomma,....... come dire......

Corrado Penna e Rosario Marcianò, siete solo chiacchere e fuffa.

Per la bibliografia vedi qui e qui

Saluti

Fioba

mercoledì 12 agosto 2009

L'umidità relativa, Appleman...... questi sconosciuti. Parte 2

Post modificato, per maggior chiarezza, in data 22/08/2009

Nella prima parte, a seguito di un post dello pseudofisico Corrado Penna sul sito ciofeca di Rosario Marcianò (qui), abbiamo detto che l'ignoranza è una brutta bestia. Anche a Maria Heibel (ambientalista "de noaltri") sembra non importare.
Infatti tra i commenti del post, oltre all'introduzione Pinkfloydiana di sterker, ricompare anche l'ambientalista verdina toscana "de noaltri" maria heibel con un commento che è tutto dire...... un elogio dell'ignoranza e della disinformazione:

Ma come farà la Heibel a sostenere ciò?? Sapere quello che è normale o anomalo, senza portare dati, parlando e scrivendo in base cosa:
  • a misure prese sui dati in quota di temperatura, umidità, ecc?
  • a calcoli della quota degli aereomobili osservati?
Ma nooo, in base a "sensazioni" bidimensionali in una realtà tridimensionale......

Che dire........... tipico ultimamente dei Verdi, visto il suo post sul sito dove afferma:

(omissis)......
Per la formazione die “vere” scie di condensa ci vogliono due condizioni:
1. quando l’atmosfera ha un elevato tasso di umidità del almeno 70 per cento
2. quando la temperatura si aggira intorno ai 40 gradi sotto zero.
Dove manca una di queste due condizioni non si tratta di scie di condensa .
......(omissis)
Ma da dove avrà preso queste informazioni.....? Da articoli scientifici....? Da libri di testo.....?
Ma nooo che pensate, si può mica abbassare a tanto, con cotanti ricercatori a disposizione su TE (lo pseudofisico Penna, il Geometer ex architetto photoshopparo, arturo con le sue fonti e con i suoi agganci al CNR, l'insegnante filosofo Zret e tutti gli altri gonzi)........ eh eh eh, praticamente per lei una fonte scientifica e per noi inesauribile fonte di ilarità.

Comunque il vero testo in inglese è questo:
"Contrails only form at very high altitudes (usually above 8 km) where the air is extremely cold (less than -40 degrees C)."

Traduzione: "Le scie di condensazione si formano soltanto a quote molto elevate (solitamente oltre gli 8 km), dove l'aria è estremamente fredda (sotto i -40°C)."

Come si può notare, per la formazione delle scie di condensa qui non si parla di umidità relativa, che entra in gioco qui:
"The red line (dash-double dot line) in the Appleman chart shows at what humidities contrails can persist (usually between 60% and 70% relative humidity)..." (figura 1)

Figura 1: Diagramma di Appleman
Traduzione: "La linea rossa (linea con tratti e doppi puntini) nel grafico di Appleman mostra a quali umidità le scie di condensazione possono persistere (solitamente tra il 60% e il 70% di umidità relativa)..."
Nella seconda citazione si fa riferimento alla persistenza della scia di condensa, non alla sua formazione (vedi Figura).
Per maggiori informazioni si rimanda al sito di Paolo Attivissimo (qui e qui) dove troverete anche tutte le fonti.

Avete capito dunque la tecnica di disinformazione di Corrado Penna, Rosario Marcianò, Antonio Marcianò???.........
Vengono presi degli spezzoni di frasi qua e là e riassemblati a piacimento per ottenere il proprio scopo. Questi mentecatti sono stati le fonti scientifiche (leggi disinformative) di Maria Heibel, dei Verdi della Toscana (compresi anche tutti gli altri gonzi di TE) che oltretutto non si sono sprecati a cercare alla fonte, loro no, gli sono bastate le affermazioni e le spiegazioni di quattro cialtroni (complimenti Dott. Romanelli ed ex Ass. Del Lungo....... poi vi lamentate se, come partito dei Verdi, siete scomparsi dal panorama politico italiano ed europeo....... il prossimo passo quale è, scomparire anche dalle realtà Comunali?).

Ma vediamo di dargli ugualmente una mano (tempo sprecato ma lo faccio lo stesso).

Se si volesse verificare se quelle che si vedono in quota sono scie di condensa o altro, ci dobbiamo chiedere:
  1. sussistono le condizioni per la formazione delle scie di condensa, e se si, a quale quota?
  2. a quale quota sta viaggiando l'aereomobile che rilascia la scia incriminata?
Per tale verifica, come già visto nella prima parte del Post, si utilizza la teoria scientifica che spiega la termodinamica della formazione delle scie (Appleman, 1953)[1].
Tale teoria è nata tra gli anni 40 e 50 ed è stata sviluppata per prevedere la formazione delle scie di condensa sin dalla seconda guerra mondiale. Le scie di condensa permettono infatti alle forze nemiche di identificare un velivolo......... è inutile utilizzare una tecnologia Stealth se poi l'aereo lascia una scia persistente, il nemico si divertirebbe con il tiro al bersaglio. Quindi vista anche la guerra fredda in atto all'epoca, gli americani hanno studiato il fenomeno per cercare di diminuire la possibilità di localizzazione dei loro aerei. Così nel 1953 H. Appleman ha pubblicato un grafico (Figura 2) che può essere utilizzato per determinare, in base alla quota ed alle condizioni di temperatura e di umidità relativa dell'aria, se un Jet rilascerà o non rilascerà una scia di condensa.

Figura 2
: Diagramma di Appleman
Sull'asse x è riportata la temperatura in gradi celsius e sull'asse y è riportata la pressione in hPa (la quota). Sul grafico sono poi presenti delle curve di umidità relativa, dallo 0 al 100%.
In particolare, il grafico è diviso in tre aree (Figura 1):
  1. la prima denominata "no contrails" rappresenta l'area all'interno della quale, a prescindere dall'umidità relativa presente in atmosfera, non ci sono le condizioni per la formazione di scie di condensa
  2. la seconda, denominata "maybe contrails" rappresenta l'area all'interno della quale, le condizioni per la formazione di scie di condensa sono dipendenti dalla quantità di umidità relativa presente
  3. la terza denominata "always contrails" rappresenta l'area all'interno della quale, a prescindere dall'umidità relativa presente in atmosfera, ci sono sempre le condizioni per la formazione di scie di condensa

In base agli studi di Appleman, successivamente rivisti ed estesi negli anni '90 (Schumann, 1996)[2] le scie di condensazione di aereo si possono quindi formare, se la temperatura è abbastanza bassa:
  • a qualsiasi valore di umidità relativa, quindi anche a umidità relativa dello 0%
  • a qualsiasi quota,
In linea di principio quindi, se la temperatura è sufficientemente bassa ed in base ai valori di umidità relativa presente, l'umidità presente nello scarico dei motori è sufficiente per produrre una scia di condensazione anche a quota terreno (come si può vedere nel video girato dagli studenti a Fairbanks in Alaska a -45 °C e presente nel Blog di Ann@).
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Domanda n°1: sussistono le condizioni per la formazione delle scie di condensa, e se si, a quale quota?

La prima cosa che ci dobbiamo chiedere, quindi, è se a Firenze il 31/7 alle 12.00 con 35°C a terra ci potevano essere le condizioni per la formazione delle scie di condensa.
Il metodo di calcolo è ben spiegato qui e qui sul sito di Massimo Santacroce (al quale rimando per approfondimenti e per tutta la bibliografia del caso).

Successivamente, al posto delle sensazioni eteree della Heibel o dei dati a terra, da lei riportati, dobbiamo utilizzare i dati delle radiosonde disponibili qui.
Le radiosonde sono uno degli strumenti più utilizzati dai meteorologi per acquisire informazioni (radiosondaggi) dagli strati medio - alti dell'atmosfera. La radiosonda è un piccolo apparato, sospeso da un pallone, che contiene una serie di strumenti capaci di misurare umidità relativa, temperatura, temperatura di rugiada, velocità e direzione del vento per ogni livello di pressione atmosferica.


La radiosonda "fotografa" sostanzialmente i valori in alcuni punti dell'atmosfera distanti l'uno dall'altro anche 300m. Non essendo l'atmosfera un mezzo omogeneo ed isotropo (da un punto di vista fisico), le condizioni atmosferiche possono variare nello spazio e nel tempo, anche rapidamente ed in maniera sostanziale, sia in verticale che in orizzontale.
Queste misure non ci consentono di sapere quindi cosa succede negli altri punti dello spazio alla quota misurata. Per tale motivo tali dati vanno utilizzati e sopratutto interpretati con estrema attenzione, non possono essere considerati rappresentativi per tutte le scie che vengono rilevate durante la giornata.
Per completezza dobbiamo anche ricordare che i sensori, come qualsiasi strumento di misura, non sono esenti da errori, in particolare:
  1. il sensore della temperatura ha incertezza totale di 0.5°C
  2. il sensore di umidità ha incertezza totale 5% RH. Relativamente a questo sensore dobbiamo anche ricordare che la sonda alle 12Z tende a sottostimare di circa il 10% [3], per cui dovremmo considerare anche un 10% in più di umidità relativa.
Non essendo presenti dati di radiosonde su Firenze, per verificare se potevano essere presenti le condizioni per la formazione di scie di condensa, ho scaricato i dati delle radiosonde di Linate, Pratica di Mare, Cagliari, riportando i dati di temperatura e pressione sul grafico di Appleman. Per semplicità sono stati utilizzati i dati "tal quale".


Figura 3: Radiosonda Pratica di Mare



Figura 4: Radiosonda Milano Linate


Figura 5: Radiosonda Cagliari

Una prima valutazione può essere quella che dai dati a nostra disposizione il 31 Luglio alle ore 12.00 sull'Italia centro settentrionale era presente una situazione di pressione e temperatura più o meno costante su tutta l'area interessata dalle radiosonde (più o meno dai 10000m di quota in su), e quindi i suddetti dati (temperatura/pressione) possono essere utilizzati anche per Firenze.

La seconda valutazione è che il 31 Luglio nell'area fiorentina c'erano le potenziali condizioni per la formazione di scie di condensa, infatti la curva Pressione/temperatura entra nell'area Maybe Contrails (probabilità di formazione delle scie di condensa - inizia la dipendenza dall'umidità relativa) sin dalla quota di 10075 m (280 hPa).

Se si vuole avere un dato più preciso, dobbiamo utilizzare il software di Marcovi scaricabile qui sotto:

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Il software è stato sviluppato sulla base della teoria di Appleman '53 , ampliata da Schrader '96 [4], considerando anche le varie tipologie di motori di nuova generazione con conseguente differente Contrai Factor, (fattore che dipende dalla tipologia di motore) come gia spiegato nella parte 1 del presente post. I valori utilizzati sono stati i seguenti:
  1. Per i valori di pressione e temperatura sono stati utilizzati i dati della radiosonda di milano Linate (come detto sopra, non c'erano differenze sostanziali tra tra le tre radiosonde). Per i valori a quote "non presenti" (ad es. 280 hPa, 240 hPA, 220 hPa), è stata fatta una interpolazione lineare tra il valore superiore e quello inferiore rilevato dalla sonda.
  2. Per i valori di umidità relativa, non avendo dati su Firenze, sono stati utilizzati i dati della radiosonda di Linate (come valore max di UR rilevata) e della radiosonda di Cagliari (come valore min di UR rilevata). Per i valori a quote "non presenti" (ad es. 280 hPa, 240 hPA, 220 hPa), è stata fatta la semplice media aritmetica tra il valore superiore e quello inferiore rilevato dalla sonda.
  3. per il valore del Contrail Factor è stato utilizzato CF=0.039 (High Bypass jet engines) caratteristico degli aerei con motori di ultima generazione.
I risultati sono riassunti in figura 6, mentre gli output del programma sono in figura 7.

Figura 6: Dati utilizzati e risultati ottenuti




Figura 7: Output del programma
Linate-----------------------Cagliari



Dal calcolo del programma si evince che:
  1. su Firenze, il 31 Luglio con 35°C a terra, si potevano formare le scie di condensa (teoricamente non persistenti) a partire dalla quota di circa 11100m fino ai 12200m indipendentemente dai valori di umidità relativa. Tali quote sono tranquillamente compatibili con le quote di crociera degli aerei.
  2. Nei dati presentati abbiamo valori di umidità relativa che variano dal 20% al 54%. Visti i valori utilizzati ed i risultati ottenuti, affermare quindi che per la formazione delle scie di condensa è necessario "un tasso di umidità di almeno 70%" è un'affermazione che non trova alcun riscontro nei dati reali.

Inoltre eventuali scie persistenti non risulterebbero anomale, infatti come anche evidenziato da Massimo Santacroce:
Vedere scie persistenti con umidità sottosatura potrebbe essere spiegato con errori della sonda, o con il fatto che la scia si trova in un punto dell'atmosfera diverso da quello in cui la sonda è passata, con valori di umidità diversi. Non possiamo escludere queste ipotesi.
Infine ricordiamo che esiste, come visto, anche la persistenza sotto saturazione. elemento da tenere in considerazione in questi casi (anche se questo tipi di persistenza dovrebbe essere di minuti).
In conclusione, visti i dati presentati che smentiscono in toto i millantatori Corrado Penna, Rosario Marcianò & Co., si consiglia a Maria Heibel ed ai Verdi della Toscana (Romanelli e Del Lungo) di cambiare consulenti e di verificare sempre alla fonte se non vogliono emulare i dinosauri alla fine del Cretaceo..........ovvero estinguersi.


Domanda n°2: a che quota sta volando l'aereo che rilascia la scia?

Maria Heibel, sempre per via eterea ed in preda al suo delirio paranoico, afferma che le quote sono "basse" (senza riportare alcuna misura) e quindi non possono formarsi le scie di condensa. Molto probabilmente la sua fonte è sempre TE nella persona di Rosario Marcianò che spesso afferma che gli aerei
  1. volano su Sanremo ad una quota compresa tra i 1000m ed i 5000m
  2. rilasciano sostanze non convenzionali tramite scia e che fanno "on" quando passano sul suo quartiere e fanno "off" quando escono
come dire............ una certezza dal punto di vista dell'onestà intellettuale.

Ricordiamo inoltre al sagace lettore che Rosario Marcianò (Straker in rete e gestore del sito TE), pur essendo un felice possessore di:

Un decoder di segnali trasponder, l'Airnav Radar Box, in grado di ricevere e tracciare la posizione di un 70% (al momento del post) dei velivoli passanti entro parecchie decine di chilometri da Sanremo




Una videocamera digitale Samsung VP X-300L, non piu' in produzione ma sempre un bell'aggeggino, zoom fisico 10X, sensore da 0,8 Mpixel




Una webcam wireless, sensore da 0,3 Mpixel, 30 fps




Un telemetro laser di ottima marca, portata 2500 metri




Forse un telemetro laser di ottima marca, portata 4000 metri, zoom fisso 7X.



non ha mai dimostrato le affermazioni che ha scritto e detto, e per far credere alle sue bufale sulla teoria delle scie chimiche ha sempre falsificato tutte le prove da lui prodotte.
In particolare si ricorda che:
  1. Le prove "occhiometriche" (o eteree alla Matia Heibel, alla fratelli Ramone, alla Arturo, alla Mike ecc ecc) portate con i filmati a mezzo telecamere, sono stati confutati da Marcovi, qui e qui
  2. La prova portata attraverso l'uso di telecamere abbinate all'Airnav Radar Box è stata da lui falsificata e sbufalata da Orsovolante
  3. La prova portata attraverso l'uso di telecamere abbinate al telemetro è stata da lui falsificata e sbufalata da Axlman (riassunto qui di Paolo Attivissimo, o qui da Rucola)
  4. I calcoli da lui effettuati con l'uso della trigonometria sono risultati sbagliati per carenze matematiche di base (vedi qui, qui, qui, qui e qui)..... ma d'altronde cosa ci si può aspettare da uno che si è laureato con Photoshop... eh eh eh
Come dire.......... una bella Carta d'Identità...... si ma di Cialtrone!!
Quindi i dati di Rosario Marcianò, Corrado Penna, Zret, Mike e tutti gli altri Gonzi non sono minimamente attendibili.

Allo stato attuale, per verificare la quota di volo di un aereo che sta rilasciando una scia ritengo innanzitutto che tali verifiche debbano essere effettuate:
  1. tramite un metodo di stima della quota dell'aereomobile che possa permettere di ripetere le misure anche da persone differenti in tempi diversi
  2. in un area coperta dai radiosondaggi (Milano, Cagliari, Roma etc) per avere a disposizione i dati in quota di pressione, temperatura ed umidità relativa che possano essere minimamente significativi
  3. possibilmente nel periodo temporale più vicino al momento in cui le radiosonde eseguono le misure
Una volta verificate le condizioni di cui sopra, ritengo che la stima della quota dell'areomobile possa essere effettuata in soli due modi:
  1. il primo, più costoso, attraverso l'AirNav, che permette di leggere i dati del trasponder dell'aereomobile. Di contro non tutti i trasponder possono essere letti.
  2. il secondo attraverso una macchina fotografica con il metodo indicato da Massimo Santacroce
Una volta che è stata stimata la quota, viene verificato attraverso il grafico di Appleman '53 ed il programma di Marcovi derivato da Schrader '96 se a quella quota è possibile la formazione di scie di condensa.
Se alla quota di volo stimata non è prevista la formazione di scie, solo allora siamo di fronte a una possibile anomalia su cui investigare (per capire se è un errore dei dati misurati o altro).

Se ci fossero inesattezze e/o errori segnalatemi e li correggerò.

Saluti

Fioba


Per chi vuole approfondire:

http://sciemilano.blogspot.com/2009/03/come-verificare-se-esistono-le.html
http://sciemilano.blogspot.com/2008/02/il-riconoscimento-del-modello-di-un.html
http://weather.uwyo.edu/upperair/sounding.html
http://asd-www.larc.nasa.gov/GLOBE/resources/activities/appleman_student.html
http://ilcielosuvicenza.blogspot.com/2009/03/calcolo-della-temperatura-critica-per.html
http://ilcielosuvicenza.blogspot.com/2009/05/contrails-forecasting-aggiornamento.html
http://radicedimenouno.blogspot.com/search/label/Appleman
http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/03/penne-e-scie.html



Bibliografia
[1] Appleman, H. S. 1953: The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, Bulletin American Meteorological Society, 34, p 14-20.
[2] Schumann, U. 1996: On conditions for contrail formation from aircraft exhausts, Meteorol. Zeitschrift, 5, p 4-23.
[3] V. O. John and S. A. Buehler. Comparison of microwave satellite humidity data and radiosondeprofiles: A survey of European stations. Atmos. Chem. Phys., 5, 1843–1853, 2005
[4] Mark L. Schrader 1996. Calculation of Aircraft Contrail Formation Critica Temperature.

Occhio, ..... il Grande Fratello ti osserva

Occhio, ..... il Grande Fratello ti osserva